Ogni mattina un fuorisede si alza. La sua preoccupazione più impellente, più dello studio e dell’amore, è il cibo.

Il fuorisede mangia male, ma soprattutto cucina male. Non è colpa sua: da una parte, non ha mai i soldi per fare una spesa degna di questo nome; dall’altra, non ha tempo per mettersi ai fornelli, né tanto meno quello per lavare i piatti – ed infatti non li lava mai…*

A dir la verità, il fuorisede potrebbe anche trovare i soldi per migliorare la sua spesa, così come il tempo per cucinare, ma la sua pigrizia, che Nietzsche definiva “suprema volontà di cazzeggio“, lo rende un animale inadatto alla cucina.

Otto anni fa, di fronte all’ennesimo frigo vuoto, mi sono ribellato a questa misera condizione di mangiatore di Kebab-pizza-e-surgelati, senza mai rinnegare la mia appartenenza al nobile universo degli studenti fuorisede. Proprio in nome di questa istintiva fedeltà ho cominciato ad ideare piatti che rispettassero i principi etici del fuorisede, che riporto qui di seguito.

Il Decalogo della Cucina Universitaria

  1. Cucina velocemente.
  2. Non sporcare.
  3. Risparmia il più possibile – cheap is good, cheaper is better.
  4. Ricordati di santificare le feste – specialmente se Erasmus.
  5. Onora il padre e la madre – quando ti inviano “i pacchi” da casa.
  6. Ruba dallo scaffale altrui.
  7. Non desiderare i pasti altrui.
  8. Non lavare i piatti altrui.
  9. Imbucati alle cene.
  10. Grasso è bello, grasso è buono.

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Quello che vedete qui è un tipico esempio di cucina universitaria: i Bucatini del Fuorisede.

Costo totale? Su per giù 1 € (un euro)!

Tempo di realizzazione? 15 minuti, il tempo di far bollire l’acqua e di cuocere la pasta.

Ingredienti? Solo 4!

  1. Una zucchina;
  2. 150 grammi di bucatini o spaghetti (perché c’abbiamo fame!);
  3. parmigiano (o pecorino ancora meglio);
  4. menta (o basilico, ma meglio la menta – quella avanzata dal Mojito party della sera prima!)

Procedimento?

  1. Portate l’acqua a bollore, salatela e mettete a cuocere i bucatini, avendo cura di girarli per bene, soprattutto all’inizio;
  2. tagliate la parte verde della zucchina, ricavatene degli spaghetti non troppo fini e cuoceteli velocemente in padella con aglio e olio (e se vi piace il peperoncino);
  3. tagliate grossolanamente la parte bianca della zucchina, bollitela per qualche minuto e passatela al mixer, aggiungendo il formaggio, la menta e abbondante pepe;
  4. infine, mantecate la pasta come Barbieri, impiattate come Cracco, mangiate come Cannavacciuolo e bevete come Bastianich!

Fatemi sapere che ve ne pare e, soprattutto, inviatemi le foto delle vostre realizzazioni: la più brutta verrà pubblicata sulla mia pagina!

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STUDENTI FUORISEDE DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI!

Licenza Creative Commons

Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazional

*[A tal proposito, un saluto affettuoso ai miei ex-coinquilini di Via Quinto Pedio a Roma, maestri nella nobile arte del “riempimento lavandini”]

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Un pensiero su “I Bucatini del Fuorisede: elogio della Cucina Universitaria

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