Voi – che da dietro la tastiera con la schiuma alla bocca plaudite a Salvini – non solo mancate di senso logico, ma anche e soprattutto di fantasia.

Vi manca la logica, sì, perché quando vi si spiattellano davanti i numeri e gli argomenti, nero su bianco, non siete in grado di capirli, di qualsiasi argomento si tratti.

Ma vi manca soprattutto la fantasia, la capacità di immaginare cosa significhi attraversare il Mediterraneo su una nave, in 629, tra donne incinte, minorenni e bambini.

Non ho mai avuto così tanta paura, e mai mi sono sentito così lontano da voi. Perché mi siete lontani due volte: nella ragione e nell’anima, nel cervello e nel cuore, nella riflessione e nel riflesso – quello di chi d’istinto tende la mano a favore di chi ne ha bisogno.

E allora voglio mettervi davanti uno specchio, anche se non sarete nemmeno in grado di riconoscervi in esso.

Siete persone meschine e frustrate, brutte. Avete delle vite miserabili. Non potendo ammettere di essere voi stessi la causa della vostra miseria, ve la prendete con negri, froci e altri da voi.

Vivete di risentimento. Non mostrate mai il vostro volto, nascondendovi dietro una foto profilo anonima. Analfabeti funzionali con due lauree, quando vi si parla di fallacie ridete pensando che si tratti di un’allusione sessuale – espressione, questa, che mai sareste in grado di utilizzare nella immensa vacuità del vostro vocabolario.

Sì, perché la vostra capacità retorica è ignobile, la grammatica dei vostri discorsi imbarazzante. Antiabortisti, ogni giorno praticate voi stessi mille e uno aborti della lingua italiana. Non siete in grado di scrivere una sola fottutissima riga senza un errore di ortografia. I vostri commenti sono il riflesso della vostra ignoranza risentita – le vostre dita sulla tastiera il pennino del sismografo che rileva le oscillazioni della vostra mediocrità.

Smemorati come pecore erranti dell’Asia, avete dimenticato al tempo stesso i vostri nonni emigrati e i vostri figli immigrati – a Londra, Berlino, Parigi, Stoccolma. Vi hanno pisciato in testa e vi hanno detto che puzzavate. Hanno inneggiato alla lava del Vesuvio e voi come schiavi senza memoria né amor proprio li avete scelti come padroni. Hanno battezzato le loro ampolle nell’acqua del Dio Po, e voi, cattolici, li elevate a vostri salvatori.

Mi fate schifo, e a tratti vorrei poter fare a meno di voi. Ma a meno di voi non posso fare, perché la vostra idiozia ci manderà alla deriva tutti, da Lampedusa a Bolzano – e oltre…

Non posso fare a meno di voi, è vero. Ma in questa notte così vuota e disumana ho deciso di riversare su di voi tutto il mio disprezzo, senza un vero e proprio obiettivo, come quando, abbracciati al cesso, ci si ficca due dita in gola per vomitare l’anima.

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