La via maestra per l’ateismo è lo studio delle religioni – al plurale

La via maestra per l’ateismo è lo studio delle religioni – al plurale

Qualche settimana fa ho pubblicato su Facebook questa citazione:

giovanni_quotes-01-01.jpg

Libro solo

La citazione è presa dal mio libro “Come se Dio fosse antani. Ateismo e filosofia senza supercazzole”, edito da Nessun Dogma.

Nello specifico, è un estratto dal quarto capitolo, nel quale discuto un problema fondamentale per atei e credenti, e cioè: da un punto di vista logico, com’è possibile giustificare l’esistenza simultanea di così tanti dèi, tutti così diversi tra loro eppure tutti così “umani, troppo umani”?

Vale la pena riportare per esteso il paragrafo da cui è estratta la citazione:

La via maestra per l’ateismo è lo studio delle religioni – al plurale. Quando studiamo nel dettaglio e in maniera comparata tutte le diverse forme in cui la religione si è storicamente espressa siamo infatti costretti a mettere in dubbio la nostra fede, fosse anche solo per un istante. Di fronte a così tanti dèi, tutti così uguali e così umani, sorgono spontaneamente domande del tipo: «perché la mia fede dovrebbe essere l’unica giusta?», «perché il mio Dio sarebbe il solo vero in mezzo a un oceano di contraffazioni?», «e se invece fossi io a sbagliarmi, a credere nel Dio sbagliato?»

Ecco, è in questo senso che va interpretata quella frase – e spero che l’averla calata nel suo contesto originario aiuti a sciogliere ogni dubbio e perplessità.

Ciononostante, se neanche ciò dovesse bastare, vorrei rimandare i lettori più scettici ad un mio articolo pubblicato su Critica Liberale nel 2016, dal titolo “Perché, da ateo, voglio l’ora di religione – ma non quella cattolica“.

Screenshot_77

Nello specifico, vorrei rimandarli a questa lunga ma significativa citazione, estratta dalla terza parte intitolata “La storia delle religioni: i tre motivi a favore del suo insegnamento“:

[…] Una delle vie più ragionevoli verso l’ateismo è, paradossalmente, proprio lo studio dettagliato e comparato delle religioni stesse.

Fin tanto che, come nel caso dell’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC), ad uno studente italiano venga offerta una panoramica strategicamente coerente della sola religione cattolica […] è molto difficile che in quello stesso studente insorga qualsiasi accenno di scetticismo e di spirito critico.

Infatti, è soltanto studiando cosa è successo veramente durante il Concilio di Nicea (e di Costantinopoli, Efeso, Calcedonia, etc.) che uno studente potrà dubitare della presunta unità dogmatica della dottrina cattolica e dell’originalità delle Sacre Scritture.

E ancora, è soltanto andando a leggere i versetti del Corano o della Torah che vietano il consumo della carne di maiale o dei crostacei che uno studente potrà intuire quanto arbitrari e razionalmente infondati siano quei precetti alimentari.

Similmente, è soltanto analizzando nel dettaglio le varie acrobazie teologiche ed esegetiche che giustificano certe assurdità, tipo il rifiuto delle trasfusioni di sangue da parte dei Testimoni di Geova, che uno studente potrà sviluppare gli anticorpi contro quelle stesse assurdità.

Analogamente, è soltanto studiando la palese impostura di Joseph Smith, fondatore del Mormonismo, che uno studente dubiterà di qualsiasi futuro profeta che si auto- proclamerà in possesso della parola di Dio o, più semplicemente, di qualsiasi indisputabile «Verità» rivelata.

Infine, è soltanto abbracciando il più possibile l’intero spettro delle religioni mondiali che un ragazzo potrà intuire che, in fondo, è molto più probabile che ognuna delle religioni erri in qualche punto della sua dottrina, piuttosto che pensare, come il peggiore dei fondamentalisti, che esista un’unica religione vera in mezzo ad un oceano di religioni false e miscredenti.

Ecco, dunque, la paradossale conclusione di questo articolo: non il rifiuto o la censura della religione, bensì il suo stesso insegnamento costituisce la più grande scuola di laicità e di pluralismo liberale che le generazioni avvenire possano auspicare.

Per questo, da ateo, continuo a credere che il modo più efficace e consapevole per uscire dalla religione sia lo studio delle religioni.

Di tutte le religioni, non solo una.

Leggi di più su “Come se Dio fosse antani” sul sito dell’editore Nessun Dogma

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Annunci

In anteprima le prime 6 pagine di “Come se Dio fosse antani”

In anteprima le prime 6 pagine di “Come se Dio fosse antani”

È uscito il mio libro “Come se Dio fosse antani. Ateismo e filosofia senza supercazzole“, edito da Nessun Dogma, il progetto editoriale dell’UAAR, l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.

Libro solo

Il libro è disponibile per l’acquisto in tutte le librerie, online e non, sia in formato cartaceo che in ebook!

acquista-ora

Di cosa parla “Come se Dio fosse antani?”

I più curiosi possono leggere in anteprima le prime 6 pagine del libro sul sito Academia.edu.

Anteprima-01

In alternativa, ecco la quarta di copertina:

“La filosofia è noiosa, ripetono gli studenti costretti a studiarla. Per molti di loro la filosofia è un insieme di risposte incomprensibili a domande incomprensibili, teologia che cerca di darsi un tono, roba da intellettuali insomma. Lo sappiamo tutti, anche se non abbiamo il coraggio di ammetterlo: quegli studenti hanno ragione.

È per loro, e per tutti coloro che la pensano come loro, che Giovanni Gaetani ha scritto questo libro. Vuole convincerli che la filosofia può essere piacevole, ironica, a tratti addirittura divertente, e che può aiutarci a guardare il mondo senza ricorrere a Dio, in maniera disincantata ma non per questo meno entusiasta e appassionata.

Come se Dio fosse antani è un percorso in cinque tappe intorno ai temi prediletti dall’ateismo filosofico, dall’inesistenza di Dio all’etica umanista. Ed è scritto in modo chiaro e “commestibile”, senza supercazzole, perché l’autore ha cercato di mettersi in tutto e per tutto dalla parte del lettore. Anche chi odia la filosofia dovrà rivedere le proprie convinzioni. Provare per (non) credere.”

“Come se Dio fosse antani” su Facebook

Esiste anche una pagina Facebook dedicata al libro, dove si parlerà di tutti i temi legati al libro, dall’ateismo alla filosofia, passando per la laicità, la teologia e molto altro ancora.

centrata con nome.jpglaterale

Video, citazioni, articoli: segui la pagina per non perdere nessun aggiornamento!

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.