Venezia

Venezia

Silenzio su acqua. Sono stato all’Opera stamattina. Un concerto in Re maggiore per campane e gabbiani. Qui si cammina in punta di piedi, per non disturbare i palazzi che recitano. Venezia, eterno palcoscenico di se stessa. Anche la nebbia è musica. Gli occhi gonfi che straripano, un cardellino mi ha sorriso.

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Non lasciare più nulla al caso. Colmare il divario tra pensiero e scrittura. Non pensare e poi scrivere, ma pensare scrivendo, o scrivere per pensare. Non c’è spazio per la mediazione. Il tuo destino è la tua mano.

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Ho aperto una porta, che non dischiude mondi, ma una storia – la mia. Non voglio morire, e non lo voglio con tutto il petto e con questo mare che a fatica le palpebre arginano.

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Campo Santa Margherita. La fatica di vivere, ma questa vecchietta sorride, e la morte è sconfitta. Devo mettermi in regola con lei, ne sono troppo ossessionato. Forse amo questa città perché so che non avrebbe mai potuto uccidermi? Ma in fondo, è davvero possibile morire a Venezia?

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Re Mida dei paradisi perduti, con la tua essenza tu eterni ogni cosa – nel tuo labirinto di assoluti anche i sospiri hanno il volto argenteo della Verità.

8 dicembre 2015

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(Photo by Andrea Martella)

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