“Ci sono uomini impossibili da convincere”: un pensiero inedito di Camus che sembra scritto oggi

“Ci sono uomini impossibili da convincere”: un pensiero inedito di Camus che sembra scritto oggi

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“Non c’è vita senza dialogo. E, dappertutto nel mondo, il dialogo è oggi rimpiazzato dalla polemica. Il XX secolo è il secolo della polemica e dell’insulto. […] Migliaia di voci, giorno e notte, persistono ognuna per sé in un tumultuoso monologo, riversano sulle persone un torrente di parole mistificatrici, attacchi, difese, esaltazioni. Ma qual è il meccanismo della polemica? Consiste nel considerare l’avversario un nemico, e di conseguenza nel semplificarlo e nel rifiutarsi di guardarlo. Della persona che insulto, non conosco più il colore dello sguardo, né se gli capita di sorridere, e in che maniera sorride. Diventati grazie alla polemica ciechi per tre quarti, non viviamo più tra uomini, ma in un mondo di silhouette.

Non c’è vita senza persuasione. E la storia non conosce oggi che l’intimidazione. Gli uomini vivono e non possono che vivere a partire dall’idea che abbiano qualcosa in comune dove potersi ritrovare sempre. Ma invece abbiamo scoperto questo: ci sono uomini impossibili da convincere. Era e resta impossibile a una vittima dei campi di concentramento spiegare a coloro che l’hanno umiliata che non avrebbero dovuto farlo. Il punto è che questi ultimi non rappresentano più degli uomini, bensì un’idea, portata alla temperatura della più inflessibile delle volontà. Chi vuole dominare è sordo. Di fronte a lui, bisogna battersi o morire.”

Albert Camus, Il testimone della libertà (1948)

Il testo originale francese, da cui è tratta questa mia libera traduzione, si trova a pagina 121-122 del volume Conférences et discours (1936-1958), pubblicato nel 2017 da Gallimard.

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Ho citato più volte Camus nel mio libro: “Come se Dio fosse antani. Ateismo e filosofia senza supercazzole

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Giovanni 2.0: cosa cambierà da oggi nella mia vita

Giovanni 2.0: cosa cambierà da oggi nella mia vita

Sarò breve e conciso: ho deciso di cambiare atteggiamento sui social nei confronti dei cosiddetti haters. La bellissima puntata di ieri è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, per un motivo ben preciso: mentre io lasciavo a bocca aperta lo Chef Barbieri con il mio piatto “Quando Lucio Fontana incontra Schopenhauer“, c’erano persone che si prendevano la briga di contattarmi in pubblico e in privato, per insultarmi con delle parole che preferisco non riportare, seduti dietro le loro confortevoli tastiere.

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Questo è troppo“, mi sono detto, “mi stanno rubando tutto: il mio tempo, la mia attenzione, la mia serenità, e adesso anche i miei momenti di gioia – è ora di darci un taglio, proprio come Lucio Fontana!” Tra me e me ridevo come un bambino, ripensando alla vignetta autoironica che avevo postato proprio qualche ora prima sulla mia pagina.

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Sì, dovevo darci un taglio, ma non con la Filosofia, bensì con la disponibilità verso certe persone: la stessa attenzione impiegata per rispondere alle loro offese è un lusso troppo grande che gli concedo. Pensate: ieri una ragazza mi ha addirittura scritto sulla pagina per “maledire il giorno in cui mia madre mi ha messo al mondo”. Vi sembra normale tutto ciò? Io ho cancellato quel post senza nemmeno leggerlo tutto, senza alcuna esitazione. Non l’avevo mai fatto prima: voi cosa avreste fatto al posto mio? E al simpatico Nando, cosa avreste risposto?

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Io gli ho risposto così:

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Ecco a voi il nuovo Giovanni 2.0! Non smetterò mai di essere ironico ed autoironico, state tranquilli – e soprattutto, non smetterò di cucinare filosoficamente! Semplicemente, comincerò a rispondere a chi mi insulta con una semplice immagine, molto più eloquente di mille parole, molto più efficace di mille discussioni. Eccola qui:

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La mia vita (quella vera intendo, non la sua caricatura televisiva) è diretta da alcune massime essenziali. Una di queste è la seguente: “non bisogna deridere, né compiangere, né disprezzare le azioni umane, bensì comprenderle” (Spinoza). Questa massima per me è ancora valida, e lo sarà ancora a lungo: d’ora in poi, però, il mio modo di comprendere certe “azioni umane” sarà un rispettoso e salutare silenzio.

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[Un ringraziamento speciale agli amici del gruppo Facebook MASTERCHEF ITALIA, sempre disponibili ed educati nei miei confronti, nelle critiche come negli elogi: questo articolo è dedicato a voi!]

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